Come funzioniamo
Cosa fa
ascolta le persone e le famiglie che versano in condizioni di indebitamento e che sono a rischio di usura o sotto usura, approfondendo le loro reali condizioni e le relative prospettive di soluzione;
richiede la documentazione che comprova tale stato e, volendolo risolvere, promuove la partecipazione della comunità familiare ed ecclesiale:
– in fase di istruttoria, per collaborare ad una valutazione, la più possibile obiettiva;
– in fase di erogazione del prestito e di rientro, per sviluppare un impegno di sostegno e vigilanza;
fornisce consulenza legale e finanziaria ed ogni forma di mediazione finalizzata a realizzare la soluzione;
rilascia le garanzie necessarie per accedere a crediti bancari, con i quali realizzare la ripresa delle persone, delle famiglie e delle aziende e in alcune circostanze realizza operazioni di “microcredito”.
svolge un’azione preventiva, di carattere educativo ed informativo, diffondendo una cultura ispirata ai valori della solidarietà e della sobrietà. Propone stili di vita – personali, familiari e comunitari – ispirati all’uso responsabile del denaro;
promuove la cultura della legalità e la conoscenza delle leggi sull’usura e sul racket;
opera nel territorio di competenza (diocesi di San Benedetto del Tronto e regione MARCHE – FUORI DELLA DIOCESI di San Benedetto del Tronto opera tramite le CARITAS DIOCESANE)
l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale al fine di dare assistenza, legale, amministrativa e morale, alle famiglie e/o persone a rischio di usura o vittima dell’usura che versano in stato di bisogno, per rendere operante nell’ambito della collettività locale l’amore per il prossimo e – ai sensi dell’art. 15 della legge 7 marzo 1996, numero 108 – prevenire e scongiurare il ricorso all’usura
Cosa non fa
non eroga direttamente prestiti, ma fornisce alle banche convenzionate le garanzie necessarie per l’accesso al credito di persone e famiglie alle quali altrimenti sarebbe negato;
non dà sussidi;
non lavora a sportello;
non fa interventi in presenza di una carente o lacunosa esposizione della situazione debitoria;
non ha la pretesa di risolvere complessivamente il problema dell’usura o dell’estorsione ma assicura un luogo competente ed accogliente di ascolto delle persone e di consulenza, indicando il percorso finanziario di recupero;
non è un organismo burocratico in quanto vive soprattutto del lavoro di volontari con specifiche competenze professionali;
non può operare senza la fattiva collaborazione e l’impegno della comunità familiare, religiosa e della società civile.
Come funzioniamo
La nostra opera si riassume in:
- Ascoltare le persone e le famiglie che versano in condizioni di indebitamento e che sono a rischio di usura o sotto usura, approfondendo le loro reali condizioni e le relative prospettive di soluzione;
- Richiedere la documentazione che comprova tale stato e, volendolo risolvere, promuove la partecipazione della comunità familiare ed ecclesiale:
- in fase di istruttoria, per collaborare ad una valutazione, la più possibile obiettiva;
- in fase di erogazione del prestito e di rientro, per sviluppare un impegno di sostegno e vigilanza;
- Fornire consulenza legale e finanziaria ed ogni forma di mediazione finalizzata a realizzare la soluzione;
- Rilasciare le garanzie necessarie per accedere a crediti bancari, con i quali realizzare la ripresa delle persone e delle famiglie;
- Svolgere un’azione preventiva, di carattere educativo ed informativo, diffondendo una cultura ispirata ai valori della solidarietà e della sobrietà. Proporre stili di vita – personali, familiari e comunitari – ispirati all’uso responsabile del denaro;
- Promuovere la cultura della legalità e la conoscenza delle leggi sull’usura e sul racket;
La Fondazione forma volontari per il servizio, accogliendo le richieste delle persone professionalmente preparate e disponibili, rendendole capaci di consigliare e orientare quanti si trovano nelle situazioni di indebitamento o sovraindebitamento.
Gli organi sono i seguenti:
- Consiglio Direttivo
- Presidente della Fondazione
- Vice – Presidente
- Gruppo di Ascolto
- il Comitato di assistenza e consulenza giuridica e giudiziaria
- l’Organo di controllo e il Revisore legale
Entro il 31 (trentuno) marzo di ogni anno il Consiglio Direttivo provvederà a redigere il rendiconto/bilancio.
Il consiglio Direttivo creerà:
- Un Gruppo di Ascolto, aperto a persone qualificate ed esperte nella gestione finanziaria ed amministrativa che prenderà in esame i singoli casi istruendo le relative posizioni allo scopo di esprimere al Consiglio Direttivo, chiamato a deliberare, il parere tecnico, puramente consultivo. E’ composto da un numero di almeno cinque esperti che potrà essere aumentato in ragione delle esigenze della Fondazione.
- Un Comitato di Consulenza e assistenza giuridica e giudiziaria composto da tre giuristi che affiancherà gli Organi della Fondazione ed opererà collegialmente o singolarmente attraverso i suoi componenti a seconda delle necessità, formulando pareri e rappresentando in giudizio la Fondazione su richiesta del Consiglio Direttivo, scritta, se del caso, o anche solo orale, per l’ordinaria gestione.
- Un Ufficio di Segreteria, nominando un coordinatore delle attività amministrative della Fondazione che avrà cura di partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo e di redigere i relativi verbali, di tenere in ordine l’archivio e la documentazione e di curare l’espletamento delle attività di ordinaria amministrazione proprie della Segreteria, collaborando con il Presidente.
Il Consiglio Direttivo nominerà un coordinatore del Gruppo di Ascolto ed un coordinatore del Comitato di consulenza e assistenza giuridica e giudiziaria con funzioni referenti verso il Presidente e verso l’esterno; ciascun coordinatore organizzerà le attività dei rispettivi comitati.
Il Consiglio Direttivo nomina l’organo di controllo.
Compiti dell’organo di controllo sono: vigilare sulla osservanza della legge, dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione anche con riferimento alle norme del D.lgs. 08/06/2001 n. 231, se applicabili, e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento; esercitare il monitoraggio sull’osservanza delle finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale, con particolare riguardo agli artt. 5, 6, 7 e 8 del Codice del Terzo Settore ed attestare che il bilancio sociale è stato redatto secondo le linee guida dell’art. 14 del Codice del Terzo Settore. Nel bilancio sociale si deve dare atto degli esiti di tale monitoraggio.
L’organo di controllo può procedere in ogni momento, anche a mezzo di un solo componente ad ispezioni e controlli chiedendo a tal fine al Consiglio Direttivo notizie sull’andamento gestionale della Fondazione.
Qualora ricorrano le condizioni previste dall’art. 31 del Codice del Terzo Settore, la Fondazione deve nominare un Revisore legale dei conti o una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.
La Fondazione operare nel territorio di competenza, ossia la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone – Montalto e tutta la Regione MARCHE